Il progetto Street Smash Burgers prevedeva la riqualificazione di uno spazio al pianterreno nel centro di Milano con l’obiettivo di trasformarlo in un ambiente contemporaneo dedicato allo street food. Incaricato dell’intervento, Solum Studio – in collaborazione con Gianmario Vecchiato e Giulia Grifoni – ha scelto di interpretare il locale come un’estensione della strada: uno spazio aperto, inclusivo e diretto, sviluppato per accogliere il flusso urbano e accompagnare i clienti dalla soglia fino alla cucina a vista.
Il gesto architettonico più significativo è stato l’arretramento della vetrata rispetto all’allineamento originario della facciata per generare una micro-piazza urbana – una sorta di area di transizione tra esterno e interno. A partire da essa, un asse visivo guida lo sguardo verso il bancone sul fondo del locale, fulcro funzionale e simbolico dell’esperienza.
In un progetto fortemente condizionato dal budget, il policarbonato PolyPiù si è confermato uno strumento progettuale rilevante. Le lastre sono state utilizzate per rivestire l’intero soffitto e rispondere a più esigenze contemporaneamente: mascherare gli impianti, ridurre visivamente l’altezza del volume e creare continuità spaziale tra ingresso e cucina, collocata in una posizione vincolata da requisiti igienico-sanitari. L’obiettivo era introdurre un elemento architettonico leggero ed etereo, quasi un “cielo” sospeso: il policarbonato traslucido, trattato come una serie di tende leggere, filtra infatti la luce e accompagna il percorso interno, rafforzando l’idea di uno spazio fluido e continuo.
Per rispondere a specifiche esigenze igieniche, il rivestimento dell’area cucina è stato realizzato con policarbonato compatto, mantenendo coerenza materica con il resto del soffitto e garantendo al tempo stesso superfici funzionali e facilmente sanificabili.
Complessivamente, oltre a garantire un ottimale controllo dei costi, le lastre in policarbonato PolyPiù hanno permesso di alleggerire la percezione di uno spazio dominato da cemento grezzo e acciaio inox, introducendo una componente luminosa che “ammorbidisce” l’estetica urbana e minimale del locale. Il sistema costruttivo lasciato a vista dialoga così con un elemento sospeso che dona ordine allo spazio, guida lo sguardo e valorizza la cucina come grande nicchia scenografica.
A progetto ultimato, Solum Studio ha ribadito la validità della propria scelta: il policarbonato verrebbe nuovamente utilizzato, con uno spessore maggiore per aumentare la rigidità delle lastre, a conferma della sua efficacia come materiale tecnico e architettonico anche in contesti ad alta intensità d’uso.
Photo Credit: ©Nicolò Panzeri